La Città di Torino promuove, attraverso la Divisione Servizi Educativi e ITER – Istituzione Torinese per una Educazione Responsabile, la terza edizione del Festival dell’Educazione, dal tema Per un pensiero creativo, critico e civico, con il contributo dell’Università degli Studi di Torino e di altre Università italiane, con la collaborazione dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte e dei principali soggetti che ricoprono un ruolo importante per l’educazione e la formazione per l’intero arco della vita.

L’iniziativa vuole caratterizzarsi non solo come opportunità di arricchimento teorico ma anche come occasione di incontro, luogo di scambio e circolazione di buone pratiche educative e didattiche, un modo per creare connessioni tra i diversi cicli educativi dall’infanzia all’università e per dare visibilità alle tante realtà che quotidianamente si impegnano e si occupano di educazione in città.

Un’occasione di dialogo, di confronto con esperti nazionali ed internazionali, istituzioni, associazioni e reti di professionisti per condividere riflessioni e suggestioni sui temi emergenti e per delineare le strategie più opportune per investire nel futuro e valorizzare risorse ed esperienze in nuove progettualità.

FRa i 205 eventi  – ad accesso gratuito ma che richiedono iscrivizioni –  che animeranno la quattro giorni, segnaliamo;

1) Laboratorio di Didattica Innovativa – Scopriamo la realtà virtuale. 29.11.2018 ore 14.00-17.00, c/o Open Incet, Via Cigna 96/17, Torino.
2) Seminario sugli Appalti pubblici di innovazione – 30.11.2018 ore 10.30 -12.30 c/o Open Incet, Via Cigna 96/17, Torino.
3) LA complessità dei linguaggi potenzialità e criticità, tra potenziamento cognitivo e fake news.    1.12.2o18 ore 9.30-11.00  dicembre coordinata da Eleonora Pantò – Dschola  con i proff. Alberto Parola, Barbara Bruschi e Simona Tirocchi  https://www.eventbrite.it/e/biglietti-t9-la-complessita-dei-linguaggi-potenzialita-e-criticita-tra-potenziamento-cognitivo-e-fake-news-51705548688
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  1. Stefania Giorello

    …vedo solo ora questa interessantissima novità  e…penso proprio che ne approfitterò!!! Sono un’insegnante di lettere ed anch’io sono appassionata di blog…
    …quindi…arrivederci!!!

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  2. Maria Teresa Panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi.Grazie

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  3. maria teresa panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi

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  4. come si puo pensare di dare queste informzioni e mettere le TIC all infanzia quando già i bambini sono bombardati da TIC e media fuori dalla scuola. La scuola dev essere un luogo dove i bambini devo fare esperienze dirette non farli rincretinire usando il computer o il tablet o schermi Gia a 4 anni alcuni portano le lenti figuriamoci se anche a scuola li mettiamo davanti a schermi illuminati. La scuola pubblica distruggerà la spontaneità dei bambini se continua cosi. Avremo dei sapientoni con cervelli pieni d informazione ma vuoti di ciò che sono le cose piu semplici e naturali.

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    • Gentile Luca,
      concordo con la sua posizione quando afferma che “la scuola deve essere il luogo per far fare esperienze dirette”, soprattutto nella scuola dell’infanzia. Infatti, tale grado di scuola richiede proprio che i bambini imparino a utilizzare tutti i campi di esperienza, come citato nelle Indicazioni Nazionali per il Curricolo del 2012. Questo però non esclude che tale esperienze venga fatta ANCHE attraverso le tecnologie. Sottolineo l’ANCHE che non richiede l’ESCLUSIVITA’. Utilizzare solo le ICT all’infanzia sarebbe patetico, oltre che poco funzionale.
      Inoltre mi permetto di fare il punto sulla MODALITA’. Il rapporto 1:1 con il computer non è un modello per la scuola dell’infanzia, dove il gioco ha la priorità. Non è possibile far utilizzare ai bambini dell’infanzia un dispositivo per ognuno. E’ invece possibile utilizzare i dispositivi in gruppo, usare il proiettore, usare il Coding, usare i video (brevi) , usare le immagini, interagire con la tecnologia.
      Il grande compito della scuola oggi è quello di sviluppare competenza digitale, i docenti devono insegnare a utilizzare le ICT con gli aspetti positivi e gli aspetti negativi (si veda il modello di competenza digitale DIGCOMP). Ovviamente ogni età ha una sua struttura cognitiva e i docenti dovrebbero essere formati per capire come le ICT si possono utilizzare in relazione al livello della scuola. A questo proposito si guardi il modello TCPACK: è molto interessante.
      Ultimo appunto: la creatività. Un uso consapevole delle ICT sviluppa creatività. Non si tratta di un uso istruttorio o procedurale ma l’uso creativo (ad esempio il Coding)
      La scuola potrebbe farne a meno e scegliere di non usare le ICT: ma se questi ragazzi non hanno imparano a utilizzare le ICT in modo intelligente a scuola dove altro possono avere occasione di imparare? La scuola dovrebbe essere maestra di vita, anche nelle ICT.
      Che ne pensa?

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