Sabato 19 marzo 2016, dalle ore 9,00 presso l’I.I.S. “A. Castigliano” di Asti sarà inaugurato il FaberLab una moderna e funzionale officina del “fare” che offrirà al territorio astigiano servizi di fabbricazione digitale e un laboratorio con strumenti innovativi ad alto valore tecnologico (stampanti 3D, macchine a taglio laser, CNC…), gestiti con tecnologia open source (in particolare Arduino).

Il FaberLab del Castigliano nasce con il contributo del Comune di Asti e si propone come un luogo dove condividere conoscenze, competenze, idee ed informazioni, attraverso la sperimentazione delle nuove tecnologie all’interno della scuola pubblica, interagendo con enti ed imprese del territorio, e proponendo soluzioni intelligenti e coinvolgenti di alternanza scuola-lavoro. Ma anche si propone come luogo di incontro e di condivisione, non solo di saperi ma di idee e sensibilità. Un luogo aperto al territorio e all’inclusione senza distinzione di appartenenza e provenienza.

Una vera e propria “Palestra dell’innovazione”, che ha fatto guadagnare al Castigliano il ruolo di capofila delle “Rete nazionale delle Palestre dell’Innovazione”, in collaborazione con la Fondazione Mondo Digitale di Roma e che farà incontrare su un progetto comune l’Università astigiana Astiss , le associazioni di categoria, gli enti locali e le realtà di istruzione e di formazione professionale che già collaborano con l’Istituto astigiano nella sua ampia e variegata progettualità.

Dopo gli interventi delle Autorità cittadine, provinciali e regionali e dei rappresentanti del tessuto imprenditoriale, dell’istruzione e della formazione professionale astigiana e dei partner organizzativi, alle 11.30 si taglierà ufficialmente il nastro del FaberLab intitolato al “Faber” per antonomasia, il grande cantautore Fabrizio De Andrè.

Alle 12.30 aperitivo Faber con specialità delle diversi regioni che ospitano le palestre dell’innovazione e dalle ore 14 alle ore 18 un workshop aperto a tutti coloro che vorranno sperimentare queste nuove, affascinanti tecnologie.

Info: www.ipsiacastigliano.it

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  1. Stefania Giorello

    …vedo solo ora questa interessantissima novità  e…penso proprio che ne approfitterò!!! Sono un’insegnante di lettere ed anch’io sono appassionata di blog…
    …quindi…arrivederci!!!

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  2. Maria Teresa Panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi.Grazie

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  3. maria teresa panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi

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  4. come si puo pensare di dare queste informzioni e mettere le TIC all infanzia quando già i bambini sono bombardati da TIC e media fuori dalla scuola. La scuola dev essere un luogo dove i bambini devo fare esperienze dirette non farli rincretinire usando il computer o il tablet o schermi Gia a 4 anni alcuni portano le lenti figuriamoci se anche a scuola li mettiamo davanti a schermi illuminati. La scuola pubblica distruggerà la spontaneità dei bambini se continua cosi. Avremo dei sapientoni con cervelli pieni d informazione ma vuoti di ciò che sono le cose piu semplici e naturali.

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    • Gentile Luca,
      concordo con la sua posizione quando afferma che “la scuola deve essere il luogo per far fare esperienze dirette”, soprattutto nella scuola dell’infanzia. Infatti, tale grado di scuola richiede proprio che i bambini imparino a utilizzare tutti i campi di esperienza, come citato nelle Indicazioni Nazionali per il Curricolo del 2012. Questo però non esclude che tale esperienze venga fatta ANCHE attraverso le tecnologie. Sottolineo l’ANCHE che non richiede l’ESCLUSIVITA’. Utilizzare solo le ICT all’infanzia sarebbe patetico, oltre che poco funzionale.
      Inoltre mi permetto di fare il punto sulla MODALITA’. Il rapporto 1:1 con il computer non è un modello per la scuola dell’infanzia, dove il gioco ha la priorità. Non è possibile far utilizzare ai bambini dell’infanzia un dispositivo per ognuno. E’ invece possibile utilizzare i dispositivi in gruppo, usare il proiettore, usare il Coding, usare i video (brevi) , usare le immagini, interagire con la tecnologia.
      Il grande compito della scuola oggi è quello di sviluppare competenza digitale, i docenti devono insegnare a utilizzare le ICT con gli aspetti positivi e gli aspetti negativi (si veda il modello di competenza digitale DIGCOMP). Ovviamente ogni età ha una sua struttura cognitiva e i docenti dovrebbero essere formati per capire come le ICT si possono utilizzare in relazione al livello della scuola. A questo proposito si guardi il modello TCPACK: è molto interessante.
      Ultimo appunto: la creatività. Un uso consapevole delle ICT sviluppa creatività. Non si tratta di un uso istruttorio o procedurale ma l’uso creativo (ad esempio il Coding)
      La scuola potrebbe farne a meno e scegliere di non usare le ICT: ma se questi ragazzi non hanno imparano a utilizzare le ICT in modo intelligente a scuola dove altro possono avere occasione di imparare? La scuola dovrebbe essere maestra di vita, anche nelle ICT.
      Che ne pensa?

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      • D’accortissimo con lei, quindi posso sviluppare il coding unplugged all’infanzia come “utilizzo” delle TIC.?

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        • Mi inserisco nella discussione: per me il coding è e può essere solo plugged!
          Unplugged è qualcos’altro e certamente non ha a che fare con le TIC.
          Coding vuol dire programmare qualcosa: un robot, un tablet un pc, anche un giocattolo educativo programmabile o radiocomandato. ma non la carta e i cartoni!
          Quindi se non ho a che fare con qualcosa di programmabile non posso usare la parola coding.

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