Il workshop, in programma il 5 dicembre 2018 al Circolo dei lettori di Torino, è dedicato ad una riflessione urgente sul ruolo cruciale che le biblioteche possono giocare  a supporto dell’educazione civica digitale e della diffusione di una sempre maggior consapevolezza nel corretto utilizzo del digitale. Scopo del workshop è creare una consapevolezza diffusa circa l’importanza dell’educazione civica digitale, individuando le possibili strategie di collaborazione tra i diversi attori
coinvolti, con particolare attenzione al ruolo di biblioteche e scuole.

Gestire informazioni personali, gestire la propria identità in rete, gestire il sovraccarico informativo, creare e gestire contenuti digitali, esprimersi in modo etico e responsabile, migliorare la comunicazione in rete sono solo alcune delle sfide che i cittadini, in particolare i più giovani,  si trovano a fronteggiare quotidianamente per poter partecipare realmente alla cittadinanza digitale. 

L’idea del workshop nasce proprio dalla volontà delle biblioteche di allargare lo sguardo, creare reti e connessioni, includere temi e attori, attraverso lo scambio di competenze e professionalità, lo studio di buone pratiche e la formazione permanente, affinché la biblioteca diventi sempre più un punto di riferimento sul territorio sul tema dell’educazione civica digitale.Nel corso della giornata verrà presentato il progetto formativo sulle competenze digitali, promosso dalla Fondazione Esperienze Metropolitane di Settimo Torinese, con il sostegno della Regione Piemonte e il patrocinio dell’Associazione Italiana Biblioteche. Il progetto avrà come principali destinatari bibliotecarie e bibliotecari piemontesi.

La partecipazione è gratuita ma è necessaria l’iscrizione attraverso la compilazione del modulo on line al seguente indirizzo https://it.surveymonkey.com/r/YDCG5N9 entro il 30 novembre.

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  1. Stefania Giorello

    …vedo solo ora questa interessantissima novità  e…penso proprio che ne approfitterò!!! Sono un’insegnante di lettere ed anch’io sono appassionata di blog…
    …quindi…arrivederci!!!

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  2. Maria Teresa Panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi.Grazie

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  3. maria teresa panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi

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  4. come si puo pensare di dare queste informzioni e mettere le TIC all infanzia quando già i bambini sono bombardati da TIC e media fuori dalla scuola. La scuola dev essere un luogo dove i bambini devo fare esperienze dirette non farli rincretinire usando il computer o il tablet o schermi Gia a 4 anni alcuni portano le lenti figuriamoci se anche a scuola li mettiamo davanti a schermi illuminati. La scuola pubblica distruggerà la spontaneità dei bambini se continua cosi. Avremo dei sapientoni con cervelli pieni d informazione ma vuoti di ciò che sono le cose piu semplici e naturali.

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    • Gentile Luca,
      concordo con la sua posizione quando afferma che “la scuola deve essere il luogo per far fare esperienze dirette”, soprattutto nella scuola dell’infanzia. Infatti, tale grado di scuola richiede proprio che i bambini imparino a utilizzare tutti i campi di esperienza, come citato nelle Indicazioni Nazionali per il Curricolo del 2012. Questo però non esclude che tale esperienze venga fatta ANCHE attraverso le tecnologie. Sottolineo l’ANCHE che non richiede l’ESCLUSIVITA’. Utilizzare solo le ICT all’infanzia sarebbe patetico, oltre che poco funzionale.
      Inoltre mi permetto di fare il punto sulla MODALITA’. Il rapporto 1:1 con il computer non è un modello per la scuola dell’infanzia, dove il gioco ha la priorità. Non è possibile far utilizzare ai bambini dell’infanzia un dispositivo per ognuno. E’ invece possibile utilizzare i dispositivi in gruppo, usare il proiettore, usare il Coding, usare i video (brevi) , usare le immagini, interagire con la tecnologia.
      Il grande compito della scuola oggi è quello di sviluppare competenza digitale, i docenti devono insegnare a utilizzare le ICT con gli aspetti positivi e gli aspetti negativi (si veda il modello di competenza digitale DIGCOMP). Ovviamente ogni età ha una sua struttura cognitiva e i docenti dovrebbero essere formati per capire come le ICT si possono utilizzare in relazione al livello della scuola. A questo proposito si guardi il modello TCPACK: è molto interessante.
      Ultimo appunto: la creatività. Un uso consapevole delle ICT sviluppa creatività. Non si tratta di un uso istruttorio o procedurale ma l’uso creativo (ad esempio il Coding)
      La scuola potrebbe farne a meno e scegliere di non usare le ICT: ma se questi ragazzi non hanno imparano a utilizzare le ICT in modo intelligente a scuola dove altro possono avere occasione di imparare? La scuola dovrebbe essere maestra di vita, anche nelle ICT.
      Che ne pensa?

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