dossier scuola

[Riportiamo questo articolo dalla newsletter ubuntu – it]dossier scuola I sostenitori italiani del software libero come per esempio il PDP Free Software User Group (PDP FSUG) stanno diffondendo ‘DossierScuola – Liberi di Imparare’, un documento sull’uso del software libero nella
pubblica istruzione.
DossierScuola è un compendio di informazioni che vanno dai vantaggi del software libero, ai suggerimenti per l’adozione, le storie migliori e i casi di successo in materia di istruzione pubblica. Vi si trova un elenco degli enti da contattare per le scuole disposte a seguire l’esempio o per entrare in contatto con gli istituti che hanno
già optato per le soluzioni di software libero. Allo stesso modo, gli appassionati di software libero saranno in grado di sfruttare il materiale del Dossier per sensibilizzare le scuole.
Grazie al finanziamento della Società Italiana Linux, sono state
stampate 10 000 copie a partire dalla fine del febbraio 2011, e la
versione cartacea del documento è attualmente in distribuzione alle
scuole su tutto il territorio nazionale. Le copie saranno inviate a
tutti i gruppi locali di software libero e agli utenti disposti a
prendere parte all’iniziativa, in modo che possano consegnare a mano
il documento a tutti gli istituti di istruzione pubblica del paese.
Il progetto DossierScuola è promosso dall’Associazione italiana Linux
(ILS). E’ il risultato di numerosi contributi da parte di volontari
appartenenti a comunità del software libero, tra cui i membri del PDP
FSUG e quelli del progetto BeFair ed è stato costruito in modo
collaborativo tramite wiki – si può verificare il lavoro svolto e
scaricare il documento in formato PDF a  auesto indirizzo (http://www.dossierscuola.it/PaginaIniziale ).
A causa delle limitazioni di spazio la versione cartacea contiene solo
un sottoinsieme di software, esperienze e progetti. La versione on
line disponibile sulla pagina wiki, al contrario, è totale ed è
destinata ad un aggiornamento regolare. Tutte le parti interessate
possono contribuire (appassionati, insegnanti e studenti) con i propri
commenti ed esperienze.
Inoltre è stato recentemente lanciato un nuovo sito a  questo
indirizzo (http://www.dossierscuola.it/ ) per implementare un blog
dove annunciare aggiornamenti di progetti e pubblicare moduli di
iscrizione per rimanere informati e coinvolti. Eventuali richieste di
chiarimenti, in particolare per l’organizzazione di eventi di supporto
locale, possono essere inviate all’indirizzo e-mail ufficiale del
progetto.

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  1. Stefania Giorello

    …vedo solo ora questa interessantissima novità  e…penso proprio che ne approfitterò!!! Sono un’insegnante di lettere ed anch’io sono appassionata di blog…
    …quindi…arrivederci!!!

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  2. Maria Teresa Panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi.Grazie

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  3. maria teresa panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi

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  4. come si puo pensare di dare queste informzioni e mettere le TIC all infanzia quando già i bambini sono bombardati da TIC e media fuori dalla scuola. La scuola dev essere un luogo dove i bambini devo fare esperienze dirette non farli rincretinire usando il computer o il tablet o schermi Gia a 4 anni alcuni portano le lenti figuriamoci se anche a scuola li mettiamo davanti a schermi illuminati. La scuola pubblica distruggerà la spontaneità dei bambini se continua cosi. Avremo dei sapientoni con cervelli pieni d informazione ma vuoti di ciò che sono le cose piu semplici e naturali.

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    • Gentile Luca,
      concordo con la sua posizione quando afferma che “la scuola deve essere il luogo per far fare esperienze dirette”, soprattutto nella scuola dell’infanzia. Infatti, tale grado di scuola richiede proprio che i bambini imparino a utilizzare tutti i campi di esperienza, come citato nelle Indicazioni Nazionali per il Curricolo del 2012. Questo però non esclude che tale esperienze venga fatta ANCHE attraverso le tecnologie. Sottolineo l’ANCHE che non richiede l’ESCLUSIVITA’. Utilizzare solo le ICT all’infanzia sarebbe patetico, oltre che poco funzionale.
      Inoltre mi permetto di fare il punto sulla MODALITA’. Il rapporto 1:1 con il computer non è un modello per la scuola dell’infanzia, dove il gioco ha la priorità. Non è possibile far utilizzare ai bambini dell’infanzia un dispositivo per ognuno. E’ invece possibile utilizzare i dispositivi in gruppo, usare il proiettore, usare il Coding, usare i video (brevi) , usare le immagini, interagire con la tecnologia.
      Il grande compito della scuola oggi è quello di sviluppare competenza digitale, i docenti devono insegnare a utilizzare le ICT con gli aspetti positivi e gli aspetti negativi (si veda il modello di competenza digitale DIGCOMP). Ovviamente ogni età ha una sua struttura cognitiva e i docenti dovrebbero essere formati per capire come le ICT si possono utilizzare in relazione al livello della scuola. A questo proposito si guardi il modello TCPACK: è molto interessante.
      Ultimo appunto: la creatività. Un uso consapevole delle ICT sviluppa creatività. Non si tratta di un uso istruttorio o procedurale ma l’uso creativo (ad esempio il Coding)
      La scuola potrebbe farne a meno e scegliere di non usare le ICT: ma se questi ragazzi non hanno imparano a utilizzare le ICT in modo intelligente a scuola dove altro possono avere occasione di imparare? La scuola dovrebbe essere maestra di vita, anche nelle ICT.
      Che ne pensa?

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      • D’accortissimo con lei, quindi posso sviluppare il coding unplugged all’infanzia come “utilizzo” delle TIC.?

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        • Mi inserisco nella discussione: per me il coding è e può essere solo plugged!
          Unplugged è qualcos’altro e certamente non ha a che fare con le TIC.
          Coding vuol dire programmare qualcosa: un robot, un tablet un pc, anche un giocattolo educativo programmabile o radiocomandato. ma non la carta e i cartoni!
          Quindi se non ho a che fare con qualcosa di programmabile non posso usare la parola coding.

          Rating: 5.0/5. From 1 vote.
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