Sul sito dell’iniziativa #connettitiresponsabilmente D-Link  ha analizzato, da inizio anno, circa due milioni di commenti online riferiti alla politica: il 38% dei quali negativi, solo l’11 positivi. Di questi commenti circa 135 mila contenevano insulti e volgarità, circa 19 mila contenevano messaggi violenti, e circa 15 mila che contenevano minacce e auguri di morte.

La buona notizia è che la maggior parte dei commenti negativi non è necessariamente violenta, la cattiva notizia che i social fotografano comunque una insoddisfazione di fondo solo 11% di commenti positivi è davvero poco…

I contenuti sul sito connettitiresponsabilmente.it  sono utili e interessanti, competi di una bella infografica che può essere un ottimo spunto per affrontare in classe sia il tema della politica che la violenza dei commenti sui social.

Mattia Feltri su La Stampa aggiunge “terribile effetto collaterale, ci sono in giro 15 mila persone che si sentono Borsellino e scrivono «non ho paura, non mi chiuderete la bocca»”.

Qualche tempo fa il DJ Albertino aveva spiegato scherzosamente per radio il profilo dei rappers americani: “I rapper sono dei cantanti che, una volta, andavano in giro alle feste a spararsi, ora non si sparano più ma si insultano sui social network“.

Che sia una sorta di evoluzione anche questa?

 

Elezioni 2018: l’insulto corre online

#CONNETTITIRESPONSABILMENTE

 

Approfondimento di Mattia Feltri:  www.lastampa.it/2018/02/16/cultura/opinioni/buongiorno/non-fate-lamore-DDOZF0beEXafOfZbmdz1DI/pagina.html

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  1. Stefania Giorello

    …vedo solo ora questa interessantissima novità  e…penso proprio che ne approfitterò!!! Sono un’insegnante di lettere ed anch’io sono appassionata di blog…
    …quindi…arrivederci!!!

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  2. Maria Teresa Panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi.Grazie

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  3. maria teresa panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi

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  4. come si puo pensare di dare queste informzioni e mettere le TIC all infanzia quando già i bambini sono bombardati da TIC e media fuori dalla scuola. La scuola dev essere un luogo dove i bambini devo fare esperienze dirette non farli rincretinire usando il computer o il tablet o schermi Gia a 4 anni alcuni portano le lenti figuriamoci se anche a scuola li mettiamo davanti a schermi illuminati. La scuola pubblica distruggerà la spontaneità dei bambini se continua cosi. Avremo dei sapientoni con cervelli pieni d informazione ma vuoti di ciò che sono le cose piu semplici e naturali.

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    • Gentile Luca,
      concordo con la sua posizione quando afferma che “la scuola deve essere il luogo per far fare esperienze dirette”, soprattutto nella scuola dell’infanzia. Infatti, tale grado di scuola richiede proprio che i bambini imparino a utilizzare tutti i campi di esperienza, come citato nelle Indicazioni Nazionali per il Curricolo del 2012. Questo però non esclude che tale esperienze venga fatta ANCHE attraverso le tecnologie. Sottolineo l’ANCHE che non richiede l’ESCLUSIVITA’. Utilizzare solo le ICT all’infanzia sarebbe patetico, oltre che poco funzionale.
      Inoltre mi permetto di fare il punto sulla MODALITA’. Il rapporto 1:1 con il computer non è un modello per la scuola dell’infanzia, dove il gioco ha la priorità. Non è possibile far utilizzare ai bambini dell’infanzia un dispositivo per ognuno. E’ invece possibile utilizzare i dispositivi in gruppo, usare il proiettore, usare il Coding, usare i video (brevi) , usare le immagini, interagire con la tecnologia.
      Il grande compito della scuola oggi è quello di sviluppare competenza digitale, i docenti devono insegnare a utilizzare le ICT con gli aspetti positivi e gli aspetti negativi (si veda il modello di competenza digitale DIGCOMP). Ovviamente ogni età ha una sua struttura cognitiva e i docenti dovrebbero essere formati per capire come le ICT si possono utilizzare in relazione al livello della scuola. A questo proposito si guardi il modello TCPACK: è molto interessante.
      Ultimo appunto: la creatività. Un uso consapevole delle ICT sviluppa creatività. Non si tratta di un uso istruttorio o procedurale ma l’uso creativo (ad esempio il Coding)
      La scuola potrebbe farne a meno e scegliere di non usare le ICT: ma se questi ragazzi non hanno imparano a utilizzare le ICT in modo intelligente a scuola dove altro possono avere occasione di imparare? La scuola dovrebbe essere maestra di vita, anche nelle ICT.
      Che ne pensa?

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