Debunking e Fake News

di Daniela Berardino e Ivan Bertotto

In questo momento drammatico ci sembra ancora più importante e necessario essere molto attenti a ciò che leggiamo. Ripubblichiamo per gentile concessione degli autori questo articolo pubblicato per il sito Futurelabs dell’Avogadro

Le bugie sono per natura così feconde, che una ne suole partorir cento.

Sembra una frase di chiunque abbia aperto un social a caso e fatto scorrere la timeline ha sicuramente pensato.

Invece lo ha detto Sir Isaac Newton nel XVIII secolo, a riprova che il problema della attendibilità delle fonti è una cosa vecchia come il mondo.

Problema vecchio ma amplificato in misura estrema dalla facilità con cui è facile reperire, costruire e falsificare le informazioni tramite la connessione globale che ci offre Internet.

In questo articolo facciamo un giro alla ricerca degli strumenti e dei metodi più efficaci per distinguere il vero dal falso e cercare di capire il perchè c’è gente che preferisce credere a una “verità” semplificata piuttosto che analizzare quella vera.

E’ un problema che riguarda tutti, nessuno è immune.

Probabilmente qualcuno leggendo la prima frase ha verificato che è stata scritta da Goldoni e non da Newton, ma molti appena letto “Sir Isaac Newton” ha associato l’autorevolezza del nome con la veridicità della frase e ci è cascato. Niente di male, ma la verosimiglianza è un qualcosa d’intermedio tra verità e bugia. Ed è qui che le fake news prosperano rigogliose.

Fare debunking

Fare debunking, quindi diventare un debunker significa (cito il dizionario Garzanti) “la pratica di mettere in dubbio o smentire, basandosi su metodologie scientifiche, affermazioni false, esagerate, antiscientifiche; l’attività di un debunker”. Dove “bunk” in inglese significa “fesseria” quindi “debunk” diventa “privato delle fesserie”.
E’ un termine che sebbene sia esploso nell’ ultimo decennio è stato coniato nel lontano 1929 dallo scrittore William Woodward (1874-1950) nel suo best seller “Bunk”.
Per i più curiosi, visto che siamo in un corso di Storytelling , il termine “bunk” a sua volta deriva dall’ abbreviazione di bunkum, ortografia fonetica di Buncombe, una contea della Carolina del Nord dove sembra che il rappresentante della contea, un tal  Felix Walker (1753-1828) iniziò quello che prometteva di essere un “discorso lungo, noioso, irrilevante”. Così Bunkum è diventato nello slang inglese americano sinonimo di  “nonsense”.(qui la fonte).

Una questione vecchia come il mondo 

Facciamo un giro nelle fake news d’annata più clamorose ? Lorenzo Valla il primo debunker !

Partiamo da lontano: ottavo secolo, mentre Carlo Magno in Italia ha un dissing parecchio acceso con il re longobardo Desiderio che finisce uno a zero per Carlo, qualcuno a Roma nella cancelleria Pontificia crea il “Constitutum Constantini” , un documento assolutamente identificato come falso dove Flavio Valerio Aurelio Costantino avrebbe di suo pugno scritto un documento dove regalava alla Chiesa Cattolica Romana gli onori, le insegne e il diadema imperiale ai pontefici, ma soprattutto la giurisdizione civile sulla città di Roma, sull’Italia e sull’Impero romano d’Occidente . Nonchè la donazione alla Chiesa di Roma di proprietà immobiliari estese fino in Oriente e per non farsi mancare nulla, una donazione a papa Silvestro in persona del Palazzo del Laterano.

Tutto rigorosamente falso, come dimostrato da Lorenzo Valla già nel 1440 e confermato da molteplici studi successivi.

Risalendo ai giorni nostri troviamo decine se non centinaia di fake news che hanno  vissuto i loro momenti di gloria e a volte sono arrivate pure in ambiti accademici.

Si è passati dal protocollo dei savi di Sion fino alla radiocronaca dello sbarco dei marziani che ha portato una nazione al caos più completo per uno scherzo radiofonico sfuggito di mano.

Ma perchè?

Le cose da capire sono due : Perchè qualcuno si prende la briga di inventare panzane e come mai c’è così tanta gente che preferisce credere al guru di Facebook che in collaborazione con la casalinga di Voghera hanno capito il complotto che sta facendo Bill Gates usando solo Windows 10 e le ricerche su Bing :-).

Genesi della panzana

Possiamo dividere i motivi per cui si crea una fake news in diverse categorie:

Per interesse personale o di un gruppo di persone.

Esempio perfetto di questo genere di notizie possono essere i video propagandistici della Cina per nascondere le sue operazioni nello Xiangyang

Per delegittimare qualcuno o qualcosa

Molti quando sono a corto di argomenti e di idee pensano che la soluzione sia andare a demolire le virtù altrui in modo da portarli al loro livello.
Probabilmente il termine “macchina del fango” esprime al meglio il concetto.

Perchè non si verifica e si ripete qualcosa di sbagliato credendolo giusto

In questo caso non si può parlare di genesi ma si aiuta inconsapevolmente chi ha creato la panzana a renderla virale.

Per la fame di approvazione e il bisogno di fare parte di un gruppo.

Quanti terrapiattisti sono davvero convinti che l’Australia non esista e che la Terra sia davvero piatta ? E quanti invece stanno al “gioco” per avere qualcuno che li ascolti, che condivida i loro “ragionamenti” e che li faccia sentire “animali politici” come diceva Aristotele?

Le storie sono straordinariamante piu interessanti della realtà, amiamo i film, amiamo le favole e ci piace avere sempre quella dicotomia buono-cattivo dove tutto è spiegato, tutto ha una causa e un colpevole.
Una buon complotto è piu semplice da gestire e non richiede quello sforzo e quell’ allenamento che il pensiero scientifico e l’analisi impongono, infine ci offre il conforto della spiegazione a qualcosa che ci spiazza e che non sappiamo capire o affrontare.

Emoziona e fai perdere la bussola 

Capendo i meccanismi di azione delle fake news diventa piu’ facile identificarle, vediamo i punti comuni:

  • Accendono l’emozione

Primo passaggio comune è quello di suscitare nel lettore emozioni forti : ci sono sempre i cattivi e i buoni che lottano ad armi impari, se possibile i cattivi fanno sempre del male agli indifesi per motivi legati al potere eccetera eccetera.
Accendere l’emozione è fondamentale : serve a focalizzare l’attenzione su un punto e distrarre dalle incongruenze del racconto uccidendo il senso critico.

  • La regola della proporzionalità

Se vi dicessero che un poveraccio sconosciuto che si strafaceva di ogni droga possibile e immaginabile è stato trovato senza vita nella sua vasca da bagno, pensereste che in verità non è morto ma è stato portato via da qualche segreta organizzazione ?  Sicuramente no. 
Ma se a morire così è Jim Morrison, icona della musica rock allora si diventa piu’ plausibile perchè il nostro cervello tende ad avere un bias cognitivo per cui debba sempre esserci una proporzionalità di dimensioni tra una causa e un effetto.

  • Partire sempre da un fondo di verità.

Le fake news partono sempre da qualche dato vero che serve da base per costruire il castello di frottole che andrà completamente a stravolgere la realtà.
Un esempio :

nel 2014 è circolata a livello planetario una allarmante notizia per cui un comitato di scienziati “illuminati” aveva scoperto che la totalità dei governi mondiali era d’accordo per continuare l’utilizzo di una sostanza assurdamente pericolosa : Il monossido di diidrogeno (DHMO).
Test indipendenti avevano verificato che questa sostanza certamente provoca :

  • Morte dovuta ad inalazione accidentale di DHMO, anche in piccole quantità.
  • Esposizioni prolungate a DHMO allo stato solido possono causare gravi danni ai tessuti biologici.
  • Il DHMO allo stato gassoso può causare ustioni anche gravi.
  • Il DHMO può corrodere ed ossidare diversi metalli.
  • Il DHMO è sistematicamente rilevabile nelle biopsie di tumori pre-cancerosi e di diversi tipi di lesioni.
  • Il DHMO è stato rilevato nel 100% dei pazienti affetti da leucemia.

E la cosa piu’ assurda è che i governi, pur sapendo tutto usano questa sostanza come :

  • solvente o refrigerante industriale
  • usato per il confezionamento di alcune merendine per bambini e sembra persino nella preparazione delle pappe dei neonati di alcune marche collegate alle multinazionali americane
  • usato da alcune sette religiose per riti non ben specificati
  • usato nei vaccini
  • usato da parte della Setta di Scientology sui suoi affiliati e sui componenti delle loro famiglie,
  • utilizzato nei campi di sterminio della Germania Nazista, nonchè nelle prigioni in Turchia, Serbia, Croazia, Libia, Iraq ed Iran,
  • usato nei laboratori di ricerca e di sperimentazione su animali
  • usato nella produzione e distribuzione di pesticidi.

Una moltitudine di persone ha firmato petizioni, ha twittato indignata e ha fatto tutto il baccano mediatico possibile.

Ma non perdiamoci in un bicchiere d’acqua .. perchè sì , il diossido di idrogeno non è altro che il nome chimico dell’ acqua 🙂 . E rileggendo i vari punti si può verificare che tutti sono tecnicamente veri, ma usando un pochino di chemofobia e accendendo le emozioni .. lo scherzo ha fatto il suo lavoro .

Qui il sito che ha lanciato lo scherzo, ancora attivo.

Mischiare cause con effetti, scollegare cause ed effetti.

Qui credo sia più esplicativo questo spot che mille parole:

Strategie per identificare le Fake News

Le parole che devono farci scattare il campanello di allarme.

 Non è una regola universale ma ci sono parecchie parole che sono indicative di una altissima probabilità che quello che state leggendo sia una fake news.

Alcune sono proprio un segnale veramente forte, altre possono esserlo se contestualizzate :

  • Quantistico
  • Naturale
  • Nicola Tesla
  • Scienza ufficiale
  • Rifiuto della trasparenza
  • Scienziato esotico
  • Canditato premio nobel (NON esistono candidati ai premi nobel, oppure chiunque può essere candidato da chiunque.. per fare un esempio nel 1939 un deputato socialdemocratico svedese, un tale Erik Brandt candidò Hitler come premio Nobel per la pace)
  • Da leggere prima che venga oscurato/cancellato
  • Motore perpetuo
  • Motore penderev
  • Qanon
  • Capitalismo di sorveglianza
  • Grande Reset
  • Nuovo ordine mondiale
  • Sheeple (sarebbe l’unione di sheep e people cioè identificherebbe chiunque non sia stato illuminato dalle fake news di genere complottistico)

Altro grande campanello di allarme è l’utilizzo di luoghi e date non identificabili come ad esempio “tre anni fa” oppure il Dottor Tal dei tali biochimico Americano.

Dream. Believe. Do. Repeat.

“Repeat” è la chiave. Quando leggete qualche notizia particolarmente sospetta ed eclatante cercate di capire cosa altro ha pubblicato l’autore.
Di solito i complottisti e gli inventori di fake news sono molto prolifici e scorrendo nel loro passato è molto probabile trovare altre notizie false .

Googlate, anzi Duckcuckate

Cercate altre informazioni in merito all’ argomento utilizzando i motori di ricerca.Sono strumenti potentissimi e forse LO strumento per eccellenza.

Non esiste solo Google come motore di ricerca , una validissima alternativa è DuckDuckGo che ha come filosofia quella di avere una grande attenzione alla privacy: esso dichiara di non immagazzinare informazioni sulle ricerche degli utenti.

Ovviamente i motori di ricerca indicizzano di tutto quindi bisogna mettere le parole giuste , verificare da dove arrivano i risultati e soprattutto avere sempre lo spirito critico in modalità “ON” :-).

Esempio: 

Provate a Googlare  “Virus della malaria” e troverete un sacco di informazioni. Anche se la malaria NON è un virus!

Utilizzando parole come Hoax , Bufala, fake prima della frase che si cerca spesso può essere utile.

Cercate per immagini

Quando la notizia contiene una immagine è buona norma caricarla su qualche servizio di ricerca per immagini in modo da vedere quando e dove è già apparsa.

Potete farlo con Google Immagini ma anche con il validissimo Tinyeye.

Mi fido di Wikipedia?

La risposta più rapida è .. si.
Wikipedia dal lontano 2009 ha una attenta procedura di fact checking che è tra le più severe che si possano trovare. Questo ovviamente non esclude che qualcosa possa sfuggire: la certezza non esiste mai.

Verificare che l’autorevolezza sia vera!

Avete mai trovato qualcuno che pubblica una notizia citando come fonte il prestigioso magazine americano New York post ?
Forse si, ma quanti hanno poi verificato che non ha nulla a che vedere con il New York Times e nemmeno con il Washington Post ! Il new york post è un giornale veramente esistente ma con un passato di fake news decisamente imbarazzante.

Educate al metodo scientifico

Dove:

  • L’ opinione del singolo non vale nulla, quello che conta è quello che è verificato con basi scientifiche dalla comunità
  • Chi scopre qualcosa DEVE dimostrarne l’esistenza , è un non senso inventare cose e poi pretendere che sia l’interlocutore a dimostrare che quello che abbiamo inventato non esiste
  • Non fidatevi di chi dicè “è assolutamente così”. Il metodo scientifico insegna che tutto può essere messo in discussione ma fino a che non è dimostrata una cosa non si può dire che sia vera.

Siti utili (in ordine sparso)

Cicap

Il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze (CICAP) è un’associazione di promozione sociale, scientifica ed educativa, che promuove un’indagine scientifica e critica nei confronti delle pseudoscienze, del paranormale, dei misteri e dell’insolito con l’obiettivo di diffondere la mentalità scientifica e lo spirito critico.
Il CICAP nasce nel 1989 per iniziativa di Piero Angela e di un gruppo di scienziati, intellettuali e appassionati.

Il disinformatico

A cura di Paolo Attivissimo, a caccia di bufale.

Open online

Fact-checking di Open è un progetto giornalistico indipendente che mira a monitorare le notizie false o fuorvianti diffuse in Italia e all’estero, fornendo un servizio di corretta informazione e degli strumenti necessari ai cittadini per imparare a riconoscere le bufale, la disinformazione, la misinformazione e tutte le altre falsità che minano la società e il processo democratico.

Snopes

Testata storica, attiva dal 1995.

Politifact.com

Tratta prevalentemente notizie che riguardano la politica in USA ma non solo, nel 2009 ha ricevuto il “Premio Pulitzer per la rendicontazione nazionale” 

bufale.net

Specializzato nel verificare soprattutto le “notizie” che circolano nei social.

butac

E’ l’acronimo di Bufale un tanto al chilo, attivo dal 2013 ha smascherato una quantità enormi di falsità-

E per finire … il metodo scientifico e la comunità scientifica spiegata facile facile 

Da vedere assolutamente 🙂 . Con ironia e con intrattenimento parole precise e chiare, dette da uno scienziato vero.

Un documentario davvero ben fatto. Da oggi (18 febbraio 2022) reso pubblico dagli autori su Youtube.

Facciamo un giochino

Avete voglia di provare le vostre doti di “fakehunter” ?

Date un occhio a queste affermazioni e indicate se sono cose false , vere o parzialmente vere. Oppure se vere ma utilizzate per fare passare un messaggio distorto.
Magari segnatevi le fonti che avete utilizzato.
Per scovare le bufale non c’è nulla di meglio che esercitare la mente e l’occhio a trovarle velocemente !

  • Esiste una pianta parassita che è in grado di cambiare la forma delle sue foglie in modo da mimetizzarsi con l’albero ospitante. Un gruppo di scienziati ha provato a metterla a contatto di diversi alberi di plastica e questa ha imitato pure le loro forme.
  • Dove orbita la stazione Iss, per capirci quella dove ha soggiornato la nostra connazionale Samantha Cristoforetti, c’è una forza gravitazionale residua che è meno dell’ 1% di quella che c’è sul suolo terrestre.
  • Durante il terzo Reich erano somministrati alla popolazione dei prodotti da forno che venivano prima immersi in una soluzione di soda caustica, sostanza estrememente alcalina e molto molto pericolosa.
  • Il più grande osso di dinosauro mai scoperto è stato trovato durante gli scavi della costruzione delle fondamenta della statua della Libertà, sulla Ellis Island.
  • Esiste un motore che si chiama “Ciclo Atkinson” che permetterebbe un enorme risparmio di carburante ma nessuna casa automobilistica lo usa per un tacito accordo per mantenere elevato il costo dei combustibili fossili.

Le risposte QUI

Grazie per l’attenzione. 

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