Pubblicato su Newsletter del Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie martedì 30 luglio 2002

Negli Stati Uniti la percentuale dei bambini che vive in famiglie dove ci sia almeno un computer, è cresciuta sensibilmente tra il 1993 e il 2001, passando dal 32% al 71%, tuttavia ciò che manca è una distribuzione omogenea all’interno del Paese. Lo studio, intitolato “Connecting Kids to Technology: Challenger and Opportunities”, ha esaminato l’ABCs (Access, Basic training, Content) del Digital Divide tra i bambini, cercando di individuarne le cause.

Il divario tecnologico (Digital Divide) dipende in gran parte dalla differenza del reddito familiare annuale, poiché la maggior parte dei bambini che vive in famiglie dal reddito annuale superiore ai 75,000 dollari ha accesso al computer ( circa il 95%) o ad Internet (63%), ed utilizza il PC oltre che per svago, anche per l’elaborazione di testi, per l’applicazione di programmi standard e per svolgere i compiti di scuola.

Per i ragazzi, invece, con reddito familiare inferiore ai 15,000 dollari, l’uso del PC investe solo il 33%, l’accesso ad Internet riguarda solo il 14% ed il suo utilizzo è limitato quasi esclusivamente ai giochi.

Inoltre, tra i ragazzi che utilizzano il PC, il 73% vive in periferia, il 61% nei centri rurali e il 53% nelle cittadine dell’interno del Paese, e soltanto il 25% tra coloro che non ha il computer da casa, può adoperare quello della scuola.

Il rapporto ha evidenziato, infine, le differenze tra i singoli Stati americani sull’uso domestico di Internet, con il 69% del New Hampshire, e il minimo 31% del Mississippi e di Washington D.C.

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