In questi giorni le scuole che hanno partecipato al bando PON devono avviare le procedure per la realizzazione dei lavori, ma le difficoltà non mancano: pare che in convenzione su CONSIP/MEPA siano presenti solamente Access Point  specifici per gli uffici. Prodotti certamente ottimi ma  in grado di accogliere un massimo di 20 utenti per dispositivo; mentre a scuola servono Access Point ad “elevato affollamento” in grado di dialogare simultaneamente con almeno 100 terminali wireless.

Rinunciare agli Access Point ad elevato affollamento vuol dire rinunciare a realizzare un Wireless Campus: non poter collegare neanche una sola classe 2.0 con più di 20 studenti e più in generale rinunciare per sempre al BYOD (un dispositivo personale per ogni studente/docente) che è un punto specifico del PNSD!!! Bisogna prestare molta attenzione perché un modello di Access Point sbagliato non si recupera ma va sostituito!

Solo le scuole dell’infanzia possono permettersi di utilizzare access point non specifici per i campus e le scuole. Qualsiasi altra scuola potrebbe trovarsi presto in difficoltà con la connessione wireless che collega alcuni terminali e ne lascia fuori altri anche se il segnale è buono (i primi si collegano, gli altri aspettano).

Con gli access point da almeno 100 connessioni, inoltre, si risparmia: basta un dispositivo ogni 3 classi e di solito sono dotati di un sistema di management gratuito che non ha limiti di utenti e di dispositivi. Con gli Access Point da ufficio i sistemi di management centralizzato costano e sono suddivisi per numero di utenti.

Come uscirne? nella sezione download per gli Animatori Digitali abbiamo messo un documento di esempio di quello che bisogna chiedere per non sbagliare. Correggete i numeri in base alla vostra realtà: anche se nell’immediato non abbiamo in mente di partire con il BYOD ma abbiamo 600 studenti e 80 docenti dobbiamo indicare che vogliamo una rete wireless collaudata per 700 dispositivi.

www.associazionedschola.it/adp/download/docs/

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  1. Stefania Giorello

    …vedo solo ora questa interessantissima novità  e…penso proprio che ne approfitterò!!! Sono un’insegnante di lettere ed anch’io sono appassionata di blog…
    …quindi…arrivederci!!!

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  2. Maria Teresa Panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi.Grazie

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  3. maria teresa panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi

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  4. come si puo pensare di dare queste informzioni e mettere le TIC all infanzia quando già i bambini sono bombardati da TIC e media fuori dalla scuola. La scuola dev essere un luogo dove i bambini devo fare esperienze dirette non farli rincretinire usando il computer o il tablet o schermi Gia a 4 anni alcuni portano le lenti figuriamoci se anche a scuola li mettiamo davanti a schermi illuminati. La scuola pubblica distruggerà la spontaneità dei bambini se continua cosi. Avremo dei sapientoni con cervelli pieni d informazione ma vuoti di ciò che sono le cose piu semplici e naturali.

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    • Gentile Luca,
      concordo con la sua posizione quando afferma che “la scuola deve essere il luogo per far fare esperienze dirette”, soprattutto nella scuola dell’infanzia. Infatti, tale grado di scuola richiede proprio che i bambini imparino a utilizzare tutti i campi di esperienza, come citato nelle Indicazioni Nazionali per il Curricolo del 2012. Questo però non esclude che tale esperienze venga fatta ANCHE attraverso le tecnologie. Sottolineo l’ANCHE che non richiede l’ESCLUSIVITA’. Utilizzare solo le ICT all’infanzia sarebbe patetico, oltre che poco funzionale.
      Inoltre mi permetto di fare il punto sulla MODALITA’. Il rapporto 1:1 con il computer non è un modello per la scuola dell’infanzia, dove il gioco ha la priorità. Non è possibile far utilizzare ai bambini dell’infanzia un dispositivo per ognuno. E’ invece possibile utilizzare i dispositivi in gruppo, usare il proiettore, usare il Coding, usare i video (brevi) , usare le immagini, interagire con la tecnologia.
      Il grande compito della scuola oggi è quello di sviluppare competenza digitale, i docenti devono insegnare a utilizzare le ICT con gli aspetti positivi e gli aspetti negativi (si veda il modello di competenza digitale DIGCOMP). Ovviamente ogni età ha una sua struttura cognitiva e i docenti dovrebbero essere formati per capire come le ICT si possono utilizzare in relazione al livello della scuola. A questo proposito si guardi il modello TCPACK: è molto interessante.
      Ultimo appunto: la creatività. Un uso consapevole delle ICT sviluppa creatività. Non si tratta di un uso istruttorio o procedurale ma l’uso creativo (ad esempio il Coding)
      La scuola potrebbe farne a meno e scegliere di non usare le ICT: ma se questi ragazzi non hanno imparano a utilizzare le ICT in modo intelligente a scuola dove altro possono avere occasione di imparare? La scuola dovrebbe essere maestra di vita, anche nelle ICT.
      Che ne pensa?

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      • D’accortissimo con lei, quindi posso sviluppare il coding unplugged all’infanzia come “utilizzo” delle TIC.?

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        • Mi inserisco nella discussione: per me il coding è e può essere solo plugged!
          Unplugged è qualcos’altro e certamente non ha a che fare con le TIC.
          Coding vuol dire programmare qualcosa: un robot, un tablet un pc, anche un giocattolo educativo programmabile o radiocomandato. ma non la carta e i cartoni!
          Quindi se non ho a che fare con qualcosa di programmabile non posso usare la parola coding.

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