Il profilo Mandatory

Nel lontanissimo 1998 insieme ad un gruppo super selezionato di docenti partecipai al teacher.training@microsoft.  In  tre giornate di formazione full time il  preparatissimo tutor ci spiegava i segreti di Windows server anticipandoci, con gli occhi che brillavano, le meraviglie del futuro Windows 2000 server.

In quel tempo la gestione utenti con un server, anche a scuola, pareva davvero l’ultima frontiera della modernità. Laboratori metafora dell’ufficio e una gestione aziendale dei permessi utente ci hanno dato da fare per anni. Ora, dopo più di 20 anni, è cambiato tutto e le utenze -perfino troppe-  sono quasi tutte on line!

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Registro elettronico fuori uso? GDPR inutile!

Era già successo a piccole e grandi aziende, perfino ad ospedali e ai militari, il ransomware non risparmia nessuno, neanche il registro elettronico! Un malefico virus si installa nei server e crittografa tutti i file, backup compresi, fino a quando tutta l’infrastruttura informatica diventa inutilizzabile. Per uscirne bisogna avere la chiave di sblocco che gli hacker ti mandano in cambio di un riscatto in bitcoin. Unica alternativa al pagamento è la prevenzione e un backup che non sia stato infettato per tempo…

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Premio Scuola Digitale 2021 ad Asti

Il 27 Aprile 2021 ci sarà la presentazione e premiazione dei progetti finalisti in diretta streaming della fase provinciale del Premio Scuola Digitale per tutte le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado della provincia di Asti.

Il Premio, promosso dal Ministero dell’Istruzione, è volto a favorire l’eccellenza e il protagonismo delle scuole italiane e degli studenti nel settore dell’innovazione didattica e digitale.

Questa terza edizione del Premio Scuola Digitale si svolge nell’anno scolastico 2020- 2021 e contiene diverse novità dettate anche in ragione dei nuovi scenari della didattica digitale integrata.

Il Premio Scuola Digitale 2021 prevede una fase provinciale/territoriale, una regionale e una nazionale; la finale di Asti la potremo seguire da questo link: https://www.iiscastigliano.it/

Prima Fila: proseguono gli incontri di Astigov dedicati alla riapertura delle scuole

Dopo il successo di “Caffè digitale“, la rubrica dedicata al mondo della scuola proposta da Astigov durante il periodo del lockdown (riguarda tutte le puntate), Stella Perrone dell’IIS Vittorio Alfieri di Asti e Matelda Lupori dell’IIS Nicola Pellati di Nizza Monferrato tornano protagoniste con il nuovo format “Prima Fila“.

La prossima puntata è in programma giovedì 08 aprile 2021, dalle ore 17:00, in diretta sulle pagine Facebook e YouTube di Astigov.

Giovedì 08/04/2021 Quale piattaforma per la Didattica
Digitale Integrata?

Dario Zucchini – Docente esperto

Giovedì 15/04/2021 manifestazioni del disagio in rete e
disagio in famiglia Maltrattamenti e abuso in famiglia

Avvocato Maura Lanfranco II – Ciclo Adolescenza

Giovedì 22/04/2021 Quali competenze per l’inserimento
nel mondo del lavoro e per la prosecuzione degli studi?

Erica Galli – Strategy & Consulting – Finacial Service Consultant presso Accenture

Giovedì 29/04/2021 manifestazioni del disagio in rete e
disagio in famiglia La valutazione dell’idoneità
genitoriale: PAS – REPLICA

Avvocato Maura Lanfranco II – Ciclo Adolescenza

Con “Prima Fila” le dirigenti scolastiche affronteranno in compagnia dei propri ospiti (rappresentanti del territorio, esperti, dirigenti e docenti di tutte le scuole superiori della provincia di Asti), collegati in videoconferenza, i temi caldi della scuola e cercheranno di fornire risposte ai tanti dubbi e le insicurezze che accompagnano il ritorno tra i banchi.

Prima Fila andrà in onda ogni giovedì, dalle ore 17:00, in diretta sulle pagine Facebook e YouTube di Astigov.

https://www.youtube.com/c/Astigov1

Festa della Matematica 2021: pronti a partire!

L’emergenza sanitaria non ferma la “Festa della Matematica”. Che naturalmente si svolgerà via web, ma che non mancherà l’appuntamento 2021 con la sua formula tradizionale, che vedrà nella giornata di venerdì 26 marzo la gara tra studenti delle scuole medie superiori confrontarsi tra numeri, equazioni e formule.

L’evento rientra nelle iniziative didattiche e culturali di MAT-TO (Matematica, Ambiente e Tecnologia – Torino), avrà come sede logistica il Sermig “Arsenale della Pace” con sede a Torino, e comprenderà anche tre conferenze sui temi della matematica, della didattica e della solidarietà.
L’attività, visto il luogo di svolgimento in piattaforma zoom, sarà di respiro nazionale e potranno partecipare squadre e scuole da tutta Italia.

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Digitali e Uguali: Un computer per ogni bambina e bambino in Italia

Radio Deejay, in collaborazione con Fondazione Golinelli e Fondazione Specchio d’Italia ONLUS, YOOX e GEDI Gruppo Editoriale, lanciano “Digitali e Uguali“, l’iniziativa volta a raccogliere fondi per donare agli studenti italiani i computer di cui hanno bisogno.

“Digitali e Uguali” è un appello alle aziende e ai cittadini per contribuire ad abbattere finalmente le barriere che impediscono agli studenti italiani di crescere ed affermarsi e per portare il Paese in una posizione di forza in Europa nel grado di digitalizzazione (attualmente al 25° posto su 26 Paesi membri dell’UE per competitività e sviluppo tecnologico..

Attraverso la piattaforma www.digitalieuguali.it, a partire dal 19 marzo i sostenitori potranno offrire le donazioni che serviranno all’acquisto di PC da distribuire agli studenti italiani tramite le scuole statali e paritarie del territorio nazionale che ne avranno fatto richiesta.

Le scuole potranno fare richiesta dei computer da donare ai propri studenti sempre sul sito www.digitalieuguali.it

Corso su Cittadinanza Digitale per Animatori Digitali

Segnaliamo un corso online, organizzato dal FutureLabs dell’IIS Avogadro di Torino finalizzato ad aiutare gli Animatori Digitali e i docenti del Team dell’innovazione a diventare un valido punto di riferimento per gli studenti sulle questioni legate alla cittadinanza digitale.

Il corso, presente su sofia, è gratuito e finanziato, come tutti gli altri corsi del FutureLabs, dal Piano Nazionale Scuola Digitale azione #25. Il FutureLabs è uno dei 28 poli formativi nazionali.

Utilizzo consapevole della rete già dalla tenera età, promozione delle abilità autoriali degli studenti, reati informatici e non informatici, i nuovi mestieri del web. Il corso proporrà questi argomenti in un percorso di Didattica a Distanza, occasione buona per affrontare anche le tematiche relative alle piattaforme che rendono possibile questa modalità di lavoro, introducendo una riflessione più ampia su tutte le trasformazioni che si stanno rapidamente imponendo nella cosiddetta “Platform Society”.

Gli Animatori Digitali e il Team, affrontando questi argomenti, potranno successivamente aggiornare i docenti e organizzare incontri di sensibilizzazione con le famiglie e con gli studenti.

Il corso è composto da 5 incontri di 3 ore in modalità sincrona più alcune etivity della durata di circa 2 ore (anche di gruppo in stanza virtuale pre-assegnata) da realizzare da tra una lezione e l’altra.

Link al corso: https://grupporete.itisavogadro.org/minisiti/Futurlab/index.php/corsi/corsi2-2/155-cittadinanza-digitale-per-ad

Codice Sofia 82438

Tutti i corsi del FutureLabs: https://grupporete.itisavogadro.org/minisiti/Futurlab/

Ulteriori informazioni: www.futuraistruzione.it/formarealfuturo

Ghetto Blaster

Le “disintegra ghetto” sono le radiolone portatili anni ’80: animavano le periferie povere delle città con musica ad alto volume. Insomma, spaccavano il ghetto sia con le onde sonore sia metaforicamente, regalando danze, momenti di aggregazione e felicità.

Aggregazione e felicità. Vediamo un po’.

I pochi studenti che vengono a scuola in presenza nelle zone rosse sono per lo più ragazz* con BES, categoria lontana dall’essere definita in modo preciso e che comunque per alcuni certifica una colpa, per altri una “grana”, da affrontare con il minimo di autoresponsabilizzazione.

Magari abbinati a compagni “normodotati”, per non farli sentire troppo sol* o, peggio, strumentalizzati, pretesto per tenere aperto l’edificio scolastico sfruttando i “fatti salvo” previsti della normativa.

Con gli/le altr* studenti (quell* “normali”, che sono ai domiciliari) la lezione è trasmessa da scuola a casa – e forse anche viceversa.

Non vorremmo davvero che accadesse troppo spesso che – come permettono per esempio gli organici degli istituti tecnici – il prof di teoria facesse appunto “teoria” con “quelli bravi” e il prof di laboratorio stesse invece con “quelli problematici”, ovviamente distanziati di due metri come prevedono le nuove linee guida dell’ISS per la scuola.

Oppure che, come possibile un po’ dappertutto, un gruppo selezionato stesse a scuola con i soli insegnanti di sostegno, per… seguire le lezioni erogate a distanza, in una triangolazione di accessi e relazioni umane davvero kafkiana, certo non frutto di progettazione didattica a intenzione inclusiva e flessibile.

L’impressione sarebbe quella della assegnazione di turni di presenza. L’olezzo quello, appunto, della ghettizzazione.

Paradossale: pensando in qualche caso di fare del bene, applicando in tutti i casi norme e cavilli in perfetto stile da azzeccagarbugli manzoniano, stiamo insomma rischiando di avvilire i/le ragazz* in presenza: non basta stare in 3 o 4 in un’aula semivuota per sentirsi ben accolt*. Anzi.

O evitiamo la carnevalata di 4 allievi per classe o dobbiamo scatenarci e fare appello e ricorso al Ghetto Blaster 2.0!

Può bastare davvero poco, infatti, una volta che se ne ha davvero intenzione, a trasformare la presenza di poch* sfortunat* a scuola in qualcosa di più motivante e aggregativo. In tutti i casi, possiamo almeno provarci.

Ci aiutano perfino le indicazioni del MIUR, che prevedono attività non soltanto di laboratorio, ma anche di inclusione e aggregazione. E perfino lo svolgimento di lezioni al parco, ai musei, ora chiusi, e così via.

Per esempio, possiamo collegarci con gli studenti a casa andando in cortile – è comunque Primavera! – e organizzando un po’ di eventi socratico-wifi.

Ma con le tecnologie digitali attuali – mobili e portatili – si può fare ben di più: organizzare lavori di gruppo, attività  dove chi è a scuola coordina i lavori dei suoi compagni a casa con un obiettivo di apprendimento e/o operativo condiviso e così via. E viceversa (davvero).

Etivity, web quest, storytelling, blogging e LAN party! Questi sintetici slogan fanno riferimento ad attività che possono essere davvero coinvolgenti, soprattutto se le spogliamo del loro alone di anglo-marketing da PTOF e le caliamo nella quotidianità.

Potremmo, per esempio, scrivere articoli su un blog lavorando per redazioni, i cui boss sono rigorosamente “quell* a scuola”.

Oppure fare delle ricerche in rete a squadre, guidate anch’esse da “quell* a scuola”, oppure ancora usare il videogioco Minecraft Education per giocare insieme, a squadre e a rotazione, con un obiettivo comune da perseguire.

O ancora, scegliere insieme un qualsiasi videogioco di rete per tutti; e un bel premio – video premiazione, buono libro e magari anche un bel voto – per chi vince la partita o il torneo.

Insieme, appunto: può giocare anche il prof di laboratorio. E perfino quello di teoria.

Overbooking Society

Quando ho le ore di educazione civica, ai ragazzi racconto che viviamo nella società dell‘overbooking. Formule matematiche spietate e l’ideologia dell’efficientamento ad ogni costo hanno portato al sottodimensionamento – spacciato per scientifico, ma in realtà diabolico – di tutti i servizi essenziali: trasporti, sanità, scuola, i diritti essenziali dei cittadini sono stati ridotti, in nome del risparmio a tutti i costi. Talmente si è tagliato, che si è perso di vista perfino il profitto – ammesso che sia etico per i servizi pubblici – dal momento che i trasporti e la sanità, ad esempio, sono diventate aziende perennemente in perdita. Per noi occidentali è stata una scelta; mentre per i paesi in via di sviluppo probabilmente è normale.

Per altro, prima ancora di questa emergenza, vivevamo già da polli in batteria ovunque: ammassati in aula, all’ospedale, sul treno e sull’aereo, in coda per ore alla posta, all’anagrafe e anche al ristorante. Era già una schifezza: però a noi sembrava una situazione così normale che molti la rimpiangono, senza se e senza ma.

Per la scuola il numero dell’overbooking è 15 allievi per classe alle primarie, 18 alle medie e 27 alla secondaria di secondo grado! E invece il numero massimo varia da 27 a 30: questo il parametro che implica le “classi-pollaio”, definito dal ministro Gelmini e mai più corretto, neanche in emergenza. Si salvano solo le scuole di montagna.

L’overbooking, insomma, è la nostra nemesi e dobbiamo essere felici di farci ammassare da qualche parte, anche se – triste paradosso – se ci infettiamo è anche colpa nostra, perché non rispettiamo le regole.

Le scuole “sono/non sono ambiente di contagio”: si afferma davvero tutto e il contrario di tutto.

Ricordo male io o avevamo letto anche: “basta classi pollaio” e “recupereremo gli edifici in disuso” ? La soglia è ancora 27 alunn* e non si intravvedono cambiamenti all’orizzonte.

E così le scuole sono i contenitori di umanità più affollati di sempre, dal momento che ospitano centinaia – quando non migliaia – di esseri umani in spazi decisamente ristretti, l’equivalente di uno o due Frecciarossa (o Italo) a pieno carico e uniti insieme.

Prima del COVID, erano peggio solo i trasporti pubblici, i bar e gli auditorium: nessun ufficio pubblico o privato, infatti, nei pochi metri quadri di una classe metterebbe 27 dipendenti, al massimo sette e starebbero già stretti.

Indice di Affollamento per
Destinazione d’uso
mq a personapersone
per
mq
Riferimento
Normativo
Esercizi Commerciali
*** COVID 19 ***
13.330.08DPCM 26/04/20
Allegato 5
Camere Ospedale per infettivi12.50.08UNI 10339
Soggiorni, camere da letto, ufficio,100.10UNI 10339
Uffici Open Space condivisi80.13UNI 10339
Negozi50.20UNI 10339
BAR e RISTORANTI
*** COVID 19 ***
40.25INAIL MAGGIO 2020
Allevamento all’aperto
GALLINE OVAIOLE
4
(per gallina)
0.25REGOLAMENTO (UE)
2017/2168
Asili e Scuole1.8 / 20.50UNI 10339
Sale Riunioni / Conferenze10.60UNI 10339
Luoghi di Culto1.430.70UNI 10339
Locali intrattenimento1.430.70DM 19/08/2020
Bar e Pasticcerie1.250.80UNI 10339

www.tecnicadellascuola.it/chiarezza-e-correttezza-sul-numero-di-alunni-per-classe

www.orizzontedocenti.it/2020/09/07/parametri-per-la-formazione-delle-classi-e-degli-organici-il-numero-di-alunni-consentito-dalla-legge

DaD anche per i figli dei KeyWorker

Tornano l’emergenza e il ricorso alla DaD (Didattica a Distanza) in molte zone d’Italia, come misura estrema – e tardiva – di contenimento dei contagi.

La Circolare prot. U.0000343 del 4 marzo scorso del Dipartimento per il Sistema Educativo di Istruzione e Formazione del Ministero dell’Istruzione, richiamante una precedente del novembre 2020, spiegava che in caso di ricorso alla didattica a distanza si sarebbero garantite comunque le lezioni in presenza per i figli di genitori occupati in specifiche attività lavorative strategiche, come il personale sanitario.

Dopo alcuni tentativi anche lodevoli di alcune scuole di continuare ad ospitare i figli dei KeyWorker arriva però la precisazione del ministro: Con la nota del 7 marzo del ministero dell’Istruzione viene chiarita la questione della frequenza a scuola in presenza dei figli del personale sanitario e altre categorie di lavoratori “essenziali”.

non trovano applicazione le altre fattispecie richiamate nella nota AOODPIT del 4 marzo 2021, n. 343 e non contemplate nel decreto del Presidente della Giunta Regionale, 5 marzo 2021, n. 33, adottato in conformità al nuovo dPCM, a cui dunque siete pregati di attenervi

La risposta cancella pertanto ogni dubbio e torna a restringere i margini della didattica in prossimità. Ciò implica per i genitori l’impossibilità di appellarsi a questa opportunità, dovendo invece garantire ai figli la strumentazione hardware, software e di connettività richiesta dalle scuole per seguire le lezioni.

trova applicazione unicamente l’art. 43 del DPCM 2 marzo 2021, nella parte in cui dispone: “resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, secondo quanto previsto dal decreto del Ministro dell’istruzione n. 89 del 7 agosto 2020, e dall’ordinanza del Ministro dell’istruzione n. 134 del 9 ottobre 2020

Quindi è ancora possibile usare i laboratori e anche svolgere attività per l’inclusione scolastica in presenza; ma, a pochi giorni da una sempre più probabile zona rossa, bisognerà progettare con prudenza gli interventi e chiedersi se servono veramente o se sono solo atti dimostrativi (per dimostrare cosa? e a chi? mi piacerebbe davvero saperlo o almeno immaginarlo).

Voglio essere davvero sincero fino in fondo: in questi giorni ho per altro trovato veramente squallido leggere sui giornali di proteste e titoli tipo “Scuole chiuse; mio figlio dove lo lascio?” “Non sappiamo a chi lasciare i figli“; “Questa casa non è una scuola“.

Cosa fa più male a un fanciullo? Infettarsi con la variante inglese? Seguire lezioni a distanza? O piuttosto sentirsi un pacco ingombrante, da sbolognare da qualche parte? Da recapitare a scuola a farsi re…(oops!) includere per 8 ore al dì?

Una comunità sempre più frantumata di adulti individualisti e utilitaristi allo sbando e una società deteriorata aggrediscono e avvelenano quotidianamente una intera generazione, considerata già dalla tenera età sregolato e indolente impiccio.

Non è la “DAD” il problema principale; e neppure il Covid.

Questo non è (più) un Paese per giovani.