Il 16 giugno 2004 il Commissario europeo per la Ricerca Philippe Busquin, con la presentazione della Comunicazione della Commissione “Science and technology, the key to Europe's future – Guidelines for future European Union policy to support research” ha dato l'avvio alla discussione sulle future politiche europee nell'ambito della ricerca.



“Il dibattito sul futuro della ricerca in Europa è ormai aperto” ha dichiarato Philippe Busquin. “La ricerca scientifica e lo sviluppo tecnologico sono gli elementi chiave del futuro europeo, visto che sono responsabili di oltre la metà della crescita economica e che condizionano il peso politico dell’Europa sulla scena internazionale. Scommettere su un’Europa più innovatrice significa scommettere sul benessere delle generazioni future. L’Europa può riuscire ad ottenere ciò che uno Stato membro, da solo, non può realizzare”.

La Comunicazione della Commissione getta le basi per il prossimo programma di finanziamento della ricerca, il VII Programma Quadro di R&ST (FP7), proponendo di portare mediamente a 10 miliardi di euro l’anno l’impegno finanziario dell’Unione europea a favore della ricerca (il doppio rispetto a quanto avviene oggi) e di destinare tale somma alla realizzazione di sei grandi obiettivi, tra i quali:
– la creazione di poli d’eccellenza europei tramite la collaborazione tra laboratori
– l’avvio di iniziative tecnologiche europee
– lo stimolo della creatività della ricerca fondamentale tramite la concorrenza tra équipe a livello europeo
– l’attrazione in Europa dei migliori ricercatori
– lo sviluppo di infrastrutture di ricerca di interesse europeo
– il rafforzamento del coordinamento dei programmi nazionali di ricerca

Per realizzare tali obiettivi, la Commissione intende applicare le modalità più efficaci, in particolare la gestione in partenariato e la gestione demandata ad agenzie esterne.

Infine, intende migliorare il funzionamento del programma quadro provvedendo a rivedere e semplificare le disposizioni finanziarie e amministrative in base alle esperienze acquisite.

Aumentando sensibilmente il bilancio destinato alla ricerca dell’UE, sarà possibile sfruttare appieno il «valore aggiunto europeo» delle azioni dell’Unione, costituendo ad esempio masse critiche di risorse materiali, umane ed intellettuali, e rispondere così alle crescenti pressioni della concorrenza internazionale con un forte effetto propulsore sugli investimenti privati destinati alla ricerca.

Per consultare la comunicazione della Commissione:
http://europa.eu.int/eur-lex/en/com/cnc/2004/com2004_0353en01.pdf