da rivedere

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Negli ult imi anni con il Doposcuola I n Rete e con ‘VFKROD ho sperimentato nuove
soluzioni basate sugli st rument i web cooperat ivi (CSCL/CSCW computer supported
cooperat ive learning/ working) che hanno ot tenuto un certo successo anche a livello
Europeo. Forse, però, ho passato t roppo tempo in laboratorio con gli student i e devo
aver perso il contat to con la teoria ; – ) pensavo, infat t i, di t rovare i materiali del
modulo 4 (Formazione TIC percorso B) molto più vicini alle esperienze fat te nella
scuola degli ult imi anni e, invece, la quasi totalità dei materiali non mi è chiara e mi
confonde.
Ditemi se sbaglio ma, secondo me, nei materiali si fa una certa confusione: Non c’è
dist inzione t ra VWUXPHQWLSURFHVVLHFRQWHQXWL e cosi si met tono sullo stesso piano
esempi di normali sit i web stat ici (Geiweb) , con piat taforme elearning ( I ndire) con veri
portali cooperat ivi (EUN Community) . E poi non si affronta l’argomento dei luoghi: un
ambiente di apprendimento basato sulle TIC può essere un luogo o è sempre un nonluogo?
La classe virtuale, per capirci, pot rebbe essere un non- luogo ma un laboratorio
dove le persone si rit rovano è un luogo.
Ma torniamo alla differenza t ra st rument i, processi e contenut i, provo a fare qualche
esempio:
¾ I FRQWHQXWL sono le lezioni del prof, le relazioni degli student i ed il sapere specifico
delle materie coinvolte nell’ambiente di apprendimento.
¾ Gli VWUXPHQWL servono per dare forma e per condividere i contenut i. I l prodot to
finale varia a seconda degli st rument i a disposizione. Se abbiamo a che fare con
uno st rumento autore di web/ ipertest i il prodot to finito non andrà olt re al CD o al
sito web stat ico, rimanendo, quindi, nell’ambito degli ipertest i e non degli ambient i
di apprendimento! Ma se disponiamo di un sistema di condivisione via web dei
contenut i ecco che possiamo finalmente “DSSUHQGHUHHFROODERUDUHLQUHWH” . Se
la piat taforma cooperat iva è valida non esiste un prodot to finito ma i contenut i
possono essere in cont inua mutazione. Ricordiamoci, comunque, che anche un
laboratorio, un’aula at t rezzata, una videocamera, un pc portat ile con connessione
wireless possono essere degli st rument i (magari per andare in giardino e
pubblicare diret tamente in rete le foto dei fiori! )
¾ I SURFHVVLsono le tecniche che usiamo per generare e t rasformare le esperienze
in conoscenza ed emozioni (apprendimento emot ivo) . Se pensiamo di fare un
Cd/ I pertesto il processo (e l’ambiente di apprendimento) “vive” fino a quando non
chiudiamo il Cd. Da quel momento la nost ra esperienza è chiusa e il CD può essere
riut ilizzato da qualcun alt ro o messo su un sito ( in genere i Cd finiscono nei
casset t i) . Se pensiamo di fare eLearning il processo coinvolge chi deve apprendere
ed i contenut i/ st rument i sono stat i preparat i in precedenza. L’unica possibilità di
interazione t ra i corsist i è data dai forum o dalle classi virtuali se esistono. Se,
invece, pensiamo di usare degli st rument i web cooperat ivi, possiamo dare agli
student i la possibilità di VDOYDUH GLUHWWDPHQWH LQ UHWH (condividere) le proprie
esperienze ed i propri elaborat i. I n questo caso l’ambiente di apprendimento è
l’insieme di luoghi ( laboratorio, aula, giardino, gita, ecc…) e di non- luoghi
(piat taforma web cooperat iva, classe virtuale) dove salvare, pubblicare,
condividere e riut ilizzare le esperienze fat te. I l lavoro finito non esiste più ma
esiste uno scambio cont inuo di informazioni e di esperienze. Offrendo agli student i
quest i st rument i ecco che, per l’insegnante, si delinea la funzione ideale di
“Animatore” di contenut i e persone e non di “Project Manager” (orribile! ) .
Un “ambiente di apprendimento basato sulle TIC” (Tecnologie I nformazione e
Comunicazione) , quindi, non può sicuramente essere un sito web stat ico o un CD. Per
essere un “ambiente di apprendimento” deve poter consent ire non solo l’interazione di
tut t i i partecipant i ma anche la creazione e condivisione di nuovi contenut i. Senza
quest i st rument i interat t ivi in grado di generare/ ospitare contenut i e di
interconnet tere i saperi non pot rà mai essere un ambiente di apprendimento basato
sulle TIC ma un normale ipertesto o un semplice web o un software specifico o un CD.
Per capire meglio le opportunità offerte dalle TIC consiglio, anche io, la let tura del
manuale della piat taforma cooperat iva dell’European Schoolnet
ht tp: / /www.eun.org/ eun.org2/ eun/ community/manual_new/ IT/ I t_index.html e mi
permet to di citare un esempio di ambiente di apprendimento a me molto caro: I l
portale per la chimica e l’educazione scient ifica su www.it ismajo.it / chimica dove
student i dei primi anni delle superiori ma anche student i più piccoli delle scuole del
territorio inseriscono diret tamente cont ribut i in rete; dalle foto si capisce anche che
questo ambiente è un luogo!
I n questo specifico caso gli student i più tecnici sono amminist ratori, gli insegnant i
“Animatori” e tut t i quant i sono “Autori”.
Dario Zucchini
www.dschola.it – ConForTIC

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