E’ stata di recente pubblicata la Decisione istitutiva del VI Programma quadro di ricerca e sviluppo tecnologico, il principale strumento dell'UE per il finanziamento della ricerca in Europa. Il Programma subentra al V Programma quadro ormai in scadenza e sarà operativo fino alla fine del 2006.

A differenza del precedente Programma, che mirava essenzialmente allo sviluppo di una cultura di cooperazione scientifica tra i vari Paesi europei che conducesse al conseguimento di importanti risultati di ricerca, il VI Programma quadro si pone l’obiettivo di contribuire alla creazione di uno vero e proprio “Spazio europeo della ricerca”, l’ambizioso progetto lanciato dalla Commissione UE all’inizio del 2000 inteso a realizzare una integrazione duratura dei sistemi di ricerca dei Paesi europei che promuova l’eccellenza scientifica e l’innovazione quali fattori chiave di competitività e di una crescita economica sostenibile.

In vista di questo obiettivo il nuovo Programma è stato ridefinito nei suoi contenuti. I cambiamenti più rilevanti riguardano la struttura data al Programma e l’introduzione di nuovi strumenti per la sua attuazione. I 7 Programmi specifici che costituivano il V Programma quadro (4 tematici e 2 orizzontali) vengono ora sostituiti da 3 sezioni, assimilabili a veri e propri Programmi specifici, la prima delle quali,“Concentrare ed integrare la ricerca europea”, impegna la parte più consistente del bilancio stanziato a sostegno di attività di ricerca concentrate su un numero ridotto di aree tematiche prioritarie, mentre le altre due sezioni, “Strutturare lo spazio europeo della ricerca” e “Rafforzare lo spazio europeo della ricerca”, prevedono la realizzazione di misure essenzialmente strutturali (mobilità dei ricercatori, infrastrutture di ricerca, sviluppo coerente delle politiche di ricerca).

Circa gli strumenti di attuazione del Programma, accanto a quelli già conosciuti (progetti di RST, progetti specifici per le PMI..), sono stati introdotti due nuovi strumenti, indirizzati principalmente alla realizzazione delle attività di ricerca nell’ambito delle aree tematiche prioritarie, ossia progetti integrati e reti di eccellenza. Questi strumenti si caratterizzano per essere progetti di grandi dimensioni e di lungo periodo, dotati di grande autonomia a livello gestionale e capaci di mobilitare una massa critica di risorse e competenze di ricerca.

Con essi si rivela la volontà di passare dal finanziamento di progetti multipli al finanziamento di programmi coerenti di attività di ricerca, che possano avere un rilevante impatto a livello scientifico, industriale o economico. Si prevede, inoltre, di cominciare ad utilizzare uno strumento espressamente previsto dal Trattato di Amsterdam (art.169), ma che non è mai stato utilizzato: la partecipazione dell’UE a programmi di ricerca avviati da più Stati membri.

Rispetto al V Programma quadro si evidenzia, inoltre, un sensibile incremento della dotazione finanziaria disponibile (+17%), poiché il nuovo Programma beneficia di uno stanziamento complessivo pari a 16.270 milioni di euro.

I primi bandi per l’attuazione del Programma dovrebbero essere pubblicati tra la fine del 2002 e l’inizio del 2003.

Testo della Decisione (file.pdf)

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  1. Stefania Giorello

    …vedo solo ora questa interessantissima novità  e…penso proprio che ne approfitterò!!! Sono un’insegnante di lettere ed anch’io sono appassionata di blog…
    …quindi…arrivederci!!!

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  2. Maria Teresa Panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi.Grazie

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  3. maria teresa panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi

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  4. come si puo pensare di dare queste informzioni e mettere le TIC all infanzia quando già i bambini sono bombardati da TIC e media fuori dalla scuola. La scuola dev essere un luogo dove i bambini devo fare esperienze dirette non farli rincretinire usando il computer o il tablet o schermi Gia a 4 anni alcuni portano le lenti figuriamoci se anche a scuola li mettiamo davanti a schermi illuminati. La scuola pubblica distruggerà la spontaneità dei bambini se continua cosi. Avremo dei sapientoni con cervelli pieni d informazione ma vuoti di ciò che sono le cose piu semplici e naturali.

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    • Gentile Luca,
      concordo con la sua posizione quando afferma che “la scuola deve essere il luogo per far fare esperienze dirette”, soprattutto nella scuola dell’infanzia. Infatti, tale grado di scuola richiede proprio che i bambini imparino a utilizzare tutti i campi di esperienza, come citato nelle Indicazioni Nazionali per il Curricolo del 2012. Questo però non esclude che tale esperienze venga fatta ANCHE attraverso le tecnologie. Sottolineo l’ANCHE che non richiede l’ESCLUSIVITA’. Utilizzare solo le ICT all’infanzia sarebbe patetico, oltre che poco funzionale.
      Inoltre mi permetto di fare il punto sulla MODALITA’. Il rapporto 1:1 con il computer non è un modello per la scuola dell’infanzia, dove il gioco ha la priorità. Non è possibile far utilizzare ai bambini dell’infanzia un dispositivo per ognuno. E’ invece possibile utilizzare i dispositivi in gruppo, usare il proiettore, usare il Coding, usare i video (brevi) , usare le immagini, interagire con la tecnologia.
      Il grande compito della scuola oggi è quello di sviluppare competenza digitale, i docenti devono insegnare a utilizzare le ICT con gli aspetti positivi e gli aspetti negativi (si veda il modello di competenza digitale DIGCOMP). Ovviamente ogni età ha una sua struttura cognitiva e i docenti dovrebbero essere formati per capire come le ICT si possono utilizzare in relazione al livello della scuola. A questo proposito si guardi il modello TCPACK: è molto interessante.
      Ultimo appunto: la creatività. Un uso consapevole delle ICT sviluppa creatività. Non si tratta di un uso istruttorio o procedurale ma l’uso creativo (ad esempio il Coding)
      La scuola potrebbe farne a meno e scegliere di non usare le ICT: ma se questi ragazzi non hanno imparano a utilizzare le ICT in modo intelligente a scuola dove altro possono avere occasione di imparare? La scuola dovrebbe essere maestra di vita, anche nelle ICT.
      Che ne pensa?

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      • D’accortissimo con lei, quindi posso sviluppare il coding unplugged all’infanzia come “utilizzo” delle TIC.?

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        • Mi inserisco nella discussione: per me il coding è e può essere solo plugged!
          Unplugged è qualcos’altro e certamente non ha a che fare con le TIC.
          Coding vuol dire programmare qualcosa: un robot, un tablet un pc, anche un giocattolo educativo programmabile o radiocomandato. ma non la carta e i cartoni!
          Quindi se non ho a che fare con qualcosa di programmabile non posso usare la parola coding.

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