A scuola con il computer

Pubblicato su il manifesto venerdì 13 dicembre 2002

Film, cartoon, videogiochi alla Biennale del multimediale di Pisa
Vedere fuori per guardarsi dentro recitava il manifesto della XIV Biennale del cinema e del multimediale per ragazzi che si è svolta nei giorni scorsi al Palazzo dei congressi di Pisa, organizzata dall’Associazione Cinema Ragazzi (che nel 1997 ha raccolto l’eredità di quella fondata nel 1972): riflessioni, visione di corti pervenuti dalle scuole di tutti i livelli e da tutte le regioni (maggior produttore le scuole medie, regione più presente la Toscana), workshop, progetti.

«A scuola l’immagine è poco presente, quando dovrebbe abitarla al pari dell’alfabeto essendo entrambi la base del nostro sapere – ha detto Carlo Infante, curatore del forum L’immagine interattiva.

L’evoluzione digitale nel video in ambiente educativo e che prosegue in rete sul sito www.teatron.org. – È importante per i ragazzi sviluppare una coscienza selettiva che permette loro di navigare nell’overlaw della società dell’informazione». In Francia, nel 1999, il ministero per l’educazione artistica e culturale approvò un progetto di Alain Bergala (Cahiers du Cinema) che prevede l’inserimento del cinema nelle scuole con appositi kit in Dvd, ma l’attuale governo lo ha già decurtato del 50%… In Italia, il rapporto del 2001 del ministero dell’istruzione università e ricerca accenna fugacemente ai media e cita le materie aggiuntive nei laboratori facoltativi: «informatica; attività espressive (musica, pittura, disegno, teatro, fotografia, cinema..), lingue…». I media sono i protagonisti del nostro scenario quotidiano, perché non usarli come strumenti al servizio della didattica? Film, cdrom, fumetti, videogiochi… «Quante ore ci passa un bambino?», chiese Alessandra Guarino – sezione didattica della Scuola nazionale di cinema – precisando che i maggiori noleggiatori di videogiochi sono i papà che spesso ignorano i limiti di età segnati sulle confezioni. Poi c’è chi urla contro i film cruenti trasmessi nelle fasce protette dalle 7 alle 22,30. Quanti genitori «accompagnano» la visione dei programmi tv dei piccoli? Niente paura, sta per arrivare un testo di authority: Comunicare è bello. Mussi Bollini, responsabile della fascia ragazzi di Rai3, ha letto il capitolo sulla tv: «Spiega come sedersi davanti alla tv, la distanza, il grado di luminosità, nulla sugli orari o la durata della visione…un testo davvero intelligente!». Mussi parla di un altro problema poco considerato: il doppiaggio dei cartoon stranieri. Prima di buttarsi contro violenza e turpiloqui, non sarebbe meglio curare il linguaggio dato che oggi i bimbi imparano a parlare con i cartoon…?

Nel 1997 l’allora ministro Berlinguer dispose l’inserimento del computer a scuola. Cosa è avvenuto? I computer sono per lo più confinati nei laboratori, i collegamenti internet mancano di spinotti o linee telefoniche, mentre gli insegnanti si chiedono cosa fare con scanner, scheda grafica o video. Solo singoli insegnanti hackers coltivano l’approccio ai new media trasmettendo la propria esperienza ai ragazzi.

Roberto Maragliano (Roma 3) parla di «processo teso alla riduzione della potenzialità dei media per adattarli alla scuola, ossia ingabbiare la bestia per renderla innocua a un’eventuale innovazione». Già non sono entrati la radio, il telefono, il cinema, la tv; gli insegnanti sono spiazzati perché scuola e studio sono sinonimo di libro stampato e l’idea di apprendimento è ferma al concetto dell’istruzione classica.


Interessante la carrellata di alcuni progetti attivi in giro per l’Italia, tra cui Dschola nel Piemonte, «palestra per pensare e imparare, facendo» grazie al software Hyperfilm, interfaccia per video con altri link di informazioni, testi, immagini (scaricabile gratuitamente dal sito www.hyperfilm.it) o I paesi del cinema (a cura di Cineteca del Friuli e CinemaZero) che prevede il confronto tra ieri e oggi: il progetto pilota a Maniago filma le stesse inquadrature della stessa durata negli stessi luoghi del Tempo in cammino. Ritratto di un paese girato nel 1949 da Romolo Marcellini, per scorrere in parallelo sul Cd Rom per i vari livelli di lettura, iconografico, storico, antropologico, cinematografico.

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